“Scenari di cooperazione”: il discorso di Vladimir Putin in occasione del vertice di Minsk

putin, vladimir putin, discorso putinIl discorso del Presidente della Russia Vladimir Putin in occasione della riunione dei capi di Stato dell’Unione doganale con il presidente dell’Ucraina e i rappresentanti dell’Unione europea

Colleghi,

vorrei innanzitutto ringraziare Minsk e la Bielorussia per l’opportunità di incontrarci qui. Il formato che stiamo usando qui – l’ Unione doganale -Ucraina-UE – ci dà una buona occasione per discutere delle questioni relative all’impatto della firma da parte dell’Ucraina dell’accordo di associazione UE nel contesto della sua cooperazione con gli Stati membri dell’Unione doganale.

La Russia ha sempre rispettato la scelta sovrana di una nazione di organizzare la sua vita politica e di fare ogni genere di unioni, sia militari che economiche, e continueremo a farlo. Tuttavia, ci auguriamo che questo non sia dannoso per gli altri partecipanti della comunicazione internazionale, e non a nostre spese. Come forse sapete, l’Ucraina è profondamente integrata nello spazio economico CIS. Accanto a Russia, Bielorussia e Kazakistan, è in realtà una parte inseparabile del più grande complesso economico del mondo, a cui sono serviti secoli , invece di anni o decenni, per crearsi – e questa non è un’esagerazione.

Le aziende dei nostri paesi hanno sviluppato stretti legami in tutti i settori industriali di base: nel settore dei carburanti e dell’energia, che include l’energia nucleare, nella produzione chimica, nel settore dell’aviazione e della costruzione di macchine, dello spazio, della metallurgia e della lavorazione dei metalli, in quello dell’ edilizia e dell’agricoltura. Abbiamo sviluppato catene di produzione uniche e abbiamo creato alleanze tecnologiche. Il capitale russo rappresenta circa il 32 per cento del sistema bancario ucraino.

Gli Stati membri dell’Unione doganale sono i principali partner del commercio estero dell’Ucraina. Nel 2013, il volume d’affari reciproco è arrivato fino a 50 miliardi di dollari. Questo è paragonabile a quello che sta succedendo sul binario occidentale. Nei primi sei mesi del 2014, il nostro fatturato commerciale ha raggiunto i 22,7 miliardi dollari. L’ Unione doganale rappresenta il 30 per cento delle esportazioni dell’Ucraina. Dobbiamo dichiarare apertamente che il mercato russo occupa la maggior parte di questo volume.

Abbiamo sviluppato una buona base giuridica per la nostra cooperazione. Nel 2011, è stato firmato un accordo per l’ istituzione di  un’area di libero scambio all’interno della rete CIS. Vorrei sottolineare che l’Ucraina ha preso una posizione molto attiva in questo senso. In realtà, ha insistito per la firma di questo accordo.

Stiamo ancora redigendo accordi sul libero commercio dei servizi, sugli acquisti statali e sul transito delle pipeline. Noi crediamo che sarebbe opportuno non solo mantenere, ma anche rafforzare in modo significativo la nostra cooperazione. Tuttavia, si pone la questione se questo sarebbe possibile se l’accordo di associazione dell’Ucraina con l’UE iniziasse davvero ad essere operativo.

La Russia ha dichiarato in numerose occasioni che la piena accettazione da parte dei nostri amici ucraini di tutte le esigenze di liberalizzazione delle tariffe e l’adozione delle norme tecniche, sanitarie e veterinarie dell’Unione europea avrà un impatto negativo sulla portata e sulla dinamica degli scambi e della cooperazione degli investimenti in Eurasia.

Per non parlare del fatto che tutte queste norme – le norme sanitarie  e i regolamenti  comunitari che noi applichiamo o lo facciamo solo parzialmente – e le normative tecniche, chiuderanno effettivamente il mercato ucraino per i nostri beni, per le merci provenienti dall’Unione doganale e dalla Russia.

Il rifiuto delle norme tecniche comuni del CSI e l’ adeguamento alle norme UE costerà all’Ucraina miliardi di euro. Farà perdere al paese la sua partnership con gli stati dell’Unione doganale nell’industria, finanza, agricoltura e trasporti. Non appena l’Ucraina eliminerà i dazi sull’importazione delle merci provenienti dall’UE, un passo previsto subito dopo la ratifica dell’accordo, che si applicherebbe al 98 per cento di tutti i beni, ci sarà ovviamente un forte aumento della fornitura di beni europei per il mercato ucraino. Capiamo i nostri partner europei; hanno già sviluppato il mercato ucraino piuttosto bene, e vorrebbero entrare in possesso di tutto ciò che manca ed espellere tutti gli altri. Inoltre, i prodotti ucraini meno competitivi saranno fatti fuori dal proprio mercato. Dove finiranno? Principalmente verso la Russia e gli altri membri dell’Unione doganale, ma soprattutto da noi.

Non dobbiamo poi escludere il rischio di ri – esportazione illegale verso il mercato dell’Unione doganale delle merci provenienti dall’UE sotto il pretesto di essere state prodotte in Ucraina. Le norme tecniche e le modalità di stabilire il paese di origine sono molto importanti qui. Nessuno ne ha mai discusso con noi. Nessuno, in realtà, hai mai discusso con noi uno dei problemi che ho appena menzionato. Credo che lo faremo in modo più dettagliato in seguito, senza i riflettori della stampa. A un certo punto, ci hanno semplicemente detto che questo era una cosa che non ci riguardava, che loro, ad esempio, non discutono le nostre relazioni con la Cina e il Canada.Tuttavia, dobbiamo tenere a mente che la Cina e il Canada sono lontani, mentre le relazioni economiche tra Russia e Ucraina sono una storia completamente diversa. Inoltre, la Russia non è l’ultimo dei nostri amici partner dell’UE. Credo che sarebbe opportuno avere una discussione aperta su questo tema. Non c’è stato nulla del genere, purtroppo. Tuttavia, nutriamo grandi speranze in questo incontro, nel senso che sarebbe stato franco e sostanziale.

Secondo stime molto conservatrici, la perdita totale per l’economia della Russia potrebbe  ammontare a 100 miliardi di rubli nella prima fase, 3 miliardi di dollari . Questo influenzerà interi settori della nostra economia e dell’agricoltura, con tutte le conseguenze per i tassi di crescita economica e di occupazione. Anche la Bielorussia e il Kazakistan dovranno, naturalmente, subire delle perdite. Vorrei sottolineare che saremmo costretti a contraccambiare, per proteggere il nostro mercato. Nel pieno rispetto delle disposizioni della convenzione CIS sulla zona di libero scambio e con le norme dell’OMC, vorrei sottolineare questo, che saremmo costretti a cancellare le opzioni per le importazioni dall’Ucraina.

Vorrei sottolineare qui che noi non intendiamo discriminare nessuno, e non lo faremo. Ho semplicemente voluto rendere perfettamente chiaro il concetto. Saremo semplicemente costretti a introdurre un normale regime commerciale per l’Ucraina. Lo stesso che si applica agli scambi tra la Russia e l’Unione europea. Si chiama il trattamento della nazione più favorita. Suona bene ed è esattamente il punto. Tuttavia, non sarà applicabile nessuna preferenza prevista ora dalla normativa di libero scambio CIS.

Ci sarà naturalmente uno sguardo molto attento all’applicazione da parte dei nostri amici ucraini delle norme fitosanitarie previste dall’accordo di associazione con l’ UE. I nostri regolamenti in questo settore sono molto flessibili adesso. Introdurremo esattamente le stesse norme per l’Ucraina; e per quanto riguarda l’industria, una delle principali componenti, come ho già detto, sarà quella di stabilire l’origine delle merci.Abbiamo un forte sospetto, come ho già detto, e c’è una grande minaccia che le merci europee saranno portate attraverso l’Ucraina. Il Sig. Poroshenko dirà quello che pensa su questo quando terrà il suo discorso, lo vedo in disaccordo. Anche all’interno dell’Unione doganale, stiamo già ricevendo le merci dalla UE che sono vietate per l’importazione in Russia. In questo caso, purtroppo, stanno passando attraverso la Bielorussia.

L’etichetta recita: paese di origine – Bielorussia. Se la togliamo, sotto ci troviamo – Polonia – . Con l’Ucraina questo aumenterebbe . Saremo sommersi, capite? So che sia il presidente e il governo della Bielorussia stanno cercando di prevenire questa negativa pratica illegale. Noi almeno abbiamo un accordo, che non abbiamo con l’Ucraina.

Ci aspettiamo oggi di avere una discussione costruttiva, durante la quale i nostri partner potranno ascoltare le nostre argomentazioni. Nel complesso, siamo favorevoli ad instaurare una più stretta cooperazione tra l’Unione europea e l’Unione economica eurasiatica, di ricercare delle strade per combinare i due processi di integrazione. Mi auguro che tutti i partecipanti alla riunione odierna supportino l’obiettivo strategico di creare uno spazio economico comune da Lisbona a Vladivostok.

Vorrei sottolineare che siamo pronti a prendere in considerazione eventuali scenari di cooperazione basati sulla considerazione degli interessi reciproci. Siamo pronti ad avere uno scambio sulla situazione critica che si è sviluppata in Ucraina, la quale, ne sono certo, non può essere risolta attraverso l’ulteriore escalation della forza senza la dovuta considerazione gli interessi vitali delle regioni sud-est del paese e senza un dialogo pacifico con i rappresentanti di questi regioni.

Grazie per l’attenzione.

I commenti sono chiusi.