Mafia Capitale: opposti estremismi o atlantismi convergenti?

mafia_capitale_protagonistiCome nel suo gustoso e ficcante articolo fa notare l’ottimo Matteo Guinness, una beffarda ‘ironia karmica’ ha fatto sì che al belato servile di Pigi Battista che il primo dicembre tuonava sulle colonne del Corsera riguardo l’arrivo da minacciose terre incognite di una mordoriana congrega di ‘Fasciocomunisti’, minacciosi ibridi avversi e ostili a tutto quello che il Battista considera ovviamente il ‘bene’ (cioé l’azzerbinamento al pensiero unico liberal-liberista-libertario), sia seguita a strettissimo giro l’esplosione della fossa settica di corruzione bipartisan in quel di Roma, immediatamente battezzata come la connection di ‘Mafia Capitale’ o lo scandalo del ‘Mondo di Mezzo’.

In seguito abbiamo assistito all’acrobazia nostalgico-letteraria di certi cronisti che hanno subito cercato di snaturare l’espressione ‘Mondo di Mezzo’ usata dall’Ex-NAR Carminati forzandola in chiave fantasy-tolkieniana e cercando di farla diventare un improbabile (e inesistente) riferimento alla ‘Terra di Mezzo’ dello Shire e di Minas Tirith, quando invece era una semplice italianizzazione di ‘Demi-monde’ locuzione con cui si intende un ambiente che tiene in collegamento i “piani alti” (in questo caso la politica cittadina e nazionale del Campidoglio e dei Ministeri) con ‘le cantine’, in questo caso gli slum del degrado urbano punteggiati di campi nomadi e centri d’accoglienza che, si é scoperto, “Fruttano più del traffico di droga” (ma chi li ha costantemente avversati in nome della difesa degli Interessi della Nazione ha sempre sostenuto che tali elefantiache strutture ‘solidali’ in realtà con la solidarietà non avessero niente a che fare e che fossero istituite e gestite per interessi ulteriori).

Mentre l’inchiesta penale prosegue e si aspettano nuove rivelazioni e nuovi coinvolgimenti é opportuno, lasciando a magistratura e forze dell’ordine il massimo di fiducia e libertà di manovra affinché possano svelare ogni possibile ‘livello’ e ramificazione della trama corruttiva, iniziare a fare delle precise valutazioni di carattere non giuridico (inutili perché a quell’aspetto presiedono autorità preposte) e nemmeno moralistico (il che sarebbe sciocco perché a fare gli autonominati custodi della morale pubblica ci pensano già le inutili prefiche degli intellettualini stile Micromega e politici falliti stile Di Pietro, notevoli solo per la totale ininfluenza su qualunque livello della realtà italiana), ma valutazioni, si diceva, di carattere storico e politico perché chi vi scrive ha l’idea e la forte convinzione che tramite la vicenda di ‘Mafia Capitale/Mondo di Mezzo’ si possa leggere e interpretare molta della realtà italiana degli ultimi 40 anni e oltre.

Come? Potrà obiettare qualcuno…interpretare una vicenda nazionale estesa per più di quattro decadi a partire da uno scandalo corruttivo che, per quanto vasto e profondo, sembra coinvolgere ‘solamente’ una città (sia pure la capitale d’Italia) per un paio di mandati o poco più di amministrazione cittadina? Non peccherebbe, questo approccio, di presunzione, di voler fare assurgere un caso particolare (per quanto grave ed esemplare) a una indimostrabile generalizzazione?

Ebbene, riguardando e ripercorrendo e analizzando i vari attori di questo ‘Romanzo Criminale’ (e così la citazione superficiale e letteraria l’ho fatta pure io) apparirà chiaro ed evidente che il ‘Mondo di Mezzo’ carminatiano e buzziano non stava solo ‘a metà’ tra politica municipale e ministeriale e periferie degradate, ma anche ‘a metà’ tra la degenerazione ultima dell’Estrema Destra post-bellica pressoché completamente asservita e infiltrata da apparati atlantici e da essi attentamente monitorata e indirizzata per le necessità degli Usa, della loro estensione NATO e dello stato di Israele (cioè appunto proprio i NAR dello ‘spontaneismo armato’) e, dall’altra parte, una ‘Sinistra’ che da metà anni ’60 in avanti ha completamente ‘rottamato’ (da quasi cinquanta anni prima della resistibile ascesa di Renzi!) qualunque velleità di una ‘via italiana al Socialismo’, di una costruzione di un orizzonte sociale diverso in qualsivoglia aspetto di quello definito dalla già menzionata triade battistiana lib-lib-lib (liberale, liberista, libertaria).

ImmagineE’ chiaro che Estrema Destra e Sinistra, in un paese retto a regime capitalista sono le uniche aree politiche ove, da direzioni e con finalità diverse, possa sorgere una critica e un progetto politico ‘diverso': basato sul senso di appartenenza e comunità (che può essere razziale, etnico, culturale, linguistico o persino anche religioso) nell’area di Estrema Destra e basato sulla prospettiva di una riduzione (più o meno marcata) delle differenze di classe (o persino sulla loro eliminazione) nel campo della Sinistra (riduzione che ovviamente dovrebbe essere tanto più radicale a seconda che essa si declini come laburista, socialdemocratica, socialista o persino comunista, nel qual caso l’obiettivo ultimo -e quasi certamente utopico- dovrebbe essere la totale abolizione delle classi stesse).

Ma se, proprio come é successo in Italia, queste due aree ‘di rottura’ e ‘di contestazione’ abdicano al loro ruolo storico, la prima perché totalmente cooptata nell’apparato di conservazione ‘atlantico’ fin da prima della fine effettiva delle ostilità della Seconda Guerra Mondiale, la seconda perché vittima della potentissima offensiva ‘sessantottina hippie e popperiana’ scatenata negli anni ’60 con manovra concentrica dai college americani (guarda caso! dalla massima potenza atlantica, dai luoghi dove essa formava e coltivava la propria classe dirigente!) e dalla cosiddetta ‘Scuola di Francoforte’ (scuola ‘filosofica’ – parole grosse – della Germania Ovest, cioé dello stato europeo più fortemente asservito, occupato militarmente, piegato culturalmente dall’invasore angloamericano in funzione antirussa e antisovietica, contro l’unico esempio di società ‘alternativa’ a quello capitalista-liberista che esisteva negli anni in esame).

Questa offensiva culturale ha tolto la classe operaia e lavoratrice dal centro della scena nei programmi di partiti e movimenti ‘di Sinistra’ per sostituirla coi diritti individuali, con la glorificazione delle classi intellettuali subalterne (vedi i vari Kundera, Havel, Sakharov…) ovviamente asservite agli interessi angloamericani, con l’ecologismo catastrofista-decrescista, con il femminismo, il divozio, l’aborto per minare e distruggere la prima cellula di una società sana, col buonismo ‘solidale’ che non vuole affrancare i poveri dalla povertà ma anzi, vuole sempre nuovi poveri ‘da aiutare’ (per lucrarci sopra…) e ancora con la cultura della droga, l’antiproibizionismo e la gratificazione sessuale epidermica, superficiale e declinata in ogni possibile direzione come spoletta di una detonazione edonista che ha già sconvolto (e minaccia di distruggere) ogni idea di un mondo razionale e stabile; allora, infine, che cosa rimane? Non rimane, per coloro che queste aree ormai prive di raison d’etre hanno frequentato, che votarsi completamente al servizio dei padroni che hanno ordinato e pilotato la loro stessa degenerazione.

Gli ex “neri” di Carminati e gli ex “rossi” di Buzzi non cooperavano perché assatanati da legioni di demoni in possesso di senso dell’umorismo, che godevano a mettere insieme compagni di malefatte apparentemente tanto male assortiti, ma perché sia l’Estrema Destra che la Sinistra in Italia (e non soltanto in Italia, ma per ora non allarghiamo troppo il discorso) sono state sradicate dai loro rispettivi riferimenti etici-culturali e avviate su binari convergenti, dalle stesse forze politiche, storiche e culturali che sono quelle dell’egemonia liberal-democratica e capitalista incarnata attualmente negli Stati Uniti d’America, nella loro cultura vapida e massificata, nel materialismo consumista in tutte le sue articolazioni: da Hollywood al gossip ai canali satellitari che ormai trasmettono direttamente in Italia gli stessi programmi-spazzatura che passano oltreoceano (senza aver bisogno nemmeno di un Mike Bongiorno che li ‘italianizzi’).

Chi non si renda conto di questo: che il neofascismo in Italia dall’Msi più ingessato e in doppiopetto fino a Mambro e alla Fioravanti é sempre stato uno strumento della NATO (e perciò in ultimo della CIA e del Mossad) e che dopo Longo il PCI e tutta l’area della ‘Sinistra’ italiana ha iniziato una perversa ‘Lunga Marcia’ verso il blairismo che poi diventa thatcherismo (Jobs Act anyone? Ma come é possibile che IN ITALIA si sia accettato normalmente di parlare di una riforma lavorativa col nome in Inglese?) i cui alfieri sono stati via via Berlinguer, Napolitano, Occhetto, Veltroni, D’Alema e di cui Renzi rappresenta l’ultimo termine di una staffetta che si conclude con la totale atlantizzazione di questa potenzialmente ‘pericolosa’ (per i nostri padroni di Washington) area politica, non avrà nessuna speranza di influenzare il futuro di questo paese.

Per questo, a parere di chi scrive, né Matteo Salvini né Beppe Grillo possono rappresentare una valida alternativa politica a questo sistema che perversamente riesce persino a far collaborare chi una volta si inebriava di mistiche evoliane con chi dall’altra parte avrà sollevato il Libretto Rosso di Mao (ma ‘rigorosamente’ quando Mao accolse con tutti gli onori Nixon e Kissinger!); perché né Salvini né Grillo hanno un progetto sociale alternativo. Senza tagliare le teste dell’Idra capitalista-liberista e senza cauterizzarne i colli col fuoco e la pece si finirà sempre, da qualunque apparente ‘sponda’ politica si provenga, a venirne cooptati e a finire col servirla.

Suleiman Kahani

Stato e Potenza

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