La Mafia Capitale fasciocomunista e gli zingari camerati

mafia capitale buzzi casamonica marino romaE noi che l’abbiamo sempre considerato un buono a nulla. Una banderuola quando andava bene, un liberale marcio il più delle volte. Ma Pierluigi Battista è un veggente. Sul Corriere della Sera del 1 dicembre 2014 scriveva imperioso a caratteri di fuoco: “i fasciocomunisti sono tornati tra noi”.

E solo il giorno dopo, il 2 dicembre ecco la notiziona: mandati di arresto per i membri della cosiddetta mafia della capitale; il susseguirsi delle informazioni hanno ben presto reso evidente trattarsi di  una vera e propria connection rossobruna che lega fascisti come il capo mafia Carminati a rossi compagni delle cooperative e del Partito Democratico.

Non vogliamo qui ricostruire la rete dei collegamenti fra ex Nar, membri del PDL, e quelli del Partito Democratico, né tantomento la prassi che animava tale associazione mafiosa. Per questo inviamo ai pezzi di cronaca che stanno allegramente inondando i media.

Vogliamo invece sottolineare quello che giustamente indicava Pierluigi Battista sul Corriere nazionale: l’aggressività dei fasciocomunisti si sta facendo preoccupante. Sono riusciti a tessere la tela del potere nella Capitale d’Italia, ma è soltanto la punta dell’iceberg di un mondo oscuro che muove tutti i poteri forti. I cittadini svegli se ne erano già accorti da un po’ dalle piccole cose più evidenti nella vita quotidiana: per esempio mentre il numero degli zingari schierati in squadroni diventava sempre più ingente ci si poteva cominciare a chiedere se per caso non ci fosse una mano invisibile a organizzarli: ed infatti ecco che si scopre che è proprio questo fronte fasciocomunista, nello specifico la parte fascista, a gestire il movimento di masse umane tirandone fuori utili economici (maggiori che dal traffico di droga dice testualmente er cecato Carminati). La stessa organizzazione in squadre d’azione degli zingari, il loro cameratismo in effetti erano ben evidenti, dovevamo capirlo subito: arditi e camerati collegati a questa invisibile organizzazione. Chiaramente l’organizzazione dei campi nomadi non è che una parte degli interessi della mafia rossobruna, che spazia dallo strozzinaggio agli appalti, che tiene a stipendio molti assessori di ogni colore politico, fedele al dettato di superamento degli opposti estremismi.

O forse ho capito male qualcosa.

Rileggendo il pezzo di cerchio-Battista mi accorgo che il pericolo di cui parla non riguarda tale mondo mafioso ma gli statalisti (spesso filorussi, maledetti); l’occhio non è puntato sui problemi degli italiani, ma citiamo l’articolo per capire quali sono le idee minacciose secondo il Battista e lorsignorili: “L’odio per il liberalismo, con tutte le sue fisime formaliste, incomprensibili per i «popoli». La pulsione ostile per il libero mercato, la mentalità capitalistica, la finanza, l’anemia delle grandi città. L’avversione per i ludi cartacei, per l’arte moderna, per lo Stato di diritto, per le libertà individuali, per le pretese della cultura gay, per il disordine delle famiglie, per la mescolanza culturale, per le élite urbane, per l’America, per tutto ciò che è lib-lib, liberale, libertario, liberista.

Ma allora questi fasciocomunisti scoperti nella capitale chi sono, visto che rappresentano proprio l’inverso di tale descrizione? Sono benefattori? Alleati? Essendo liberali, avversari dello statalismo e quindi dei “popoli” (virgolettato di Gigi), fautori del libero mercato e della competizione capitalista dalla quale traggono linfa, fanno della mentalità del libero mercato il proprio credo così come si sentono a proprio agio con la finanza… Sono un pericolo oppure no?

Insomma la minaccia sono i mafiosi oppure i “nemici dell’America e di tutto ciò che è lib-lib”?Immagine

Ovviamente semplificare considerando, come fanno gli stessi mass media, i mafiosetti della capitale fascisti o comunisti è risibile: la parte “nera” sarebbe capeggiata da Carminati che è un ex NAR, Nuclei Armati Rivoluzionati, gruppo terroristico fascista operante dalla fine degli anni ‘70 in combutta con pezzi di poteri liberal democratici. Lo scopo dell’azione dei NAR è sempre stata essere esecutori della visione e della strategia dell’antifascismo e anticomunismo liberale fortemente violenti soprattutto negli anni di piombo. Questo Carminati probabilmente è ancora considerato fascista in quanto orbo come D’Annunzio o Capitan Harlock e perché pensatore della filosofia del “mondo di mezzo”, secondo alcuni arguti giornalisti parente della “Terra di mezzo” del Signore degli Anelli, libro scritto da Tolkien e a quanto pare amato dai fascisti e quindi fascista lui e tutti quelli che lo leggono. Mai ‘na gioia. In realtà tale visione del mondo di sopra, mondo di mezzo (formula poi usata dagli inquirenti per rappresentare tutta l’indagine) e mondo di sotto è molto vicina ad una banale rappresentazione da storielle young adult tanto in voga ai giorni nostri, con i potenti, i poveri e in mezzo er Cecato e maialetto.

Poi la parte dei “rossi” sarebbe rappresentata da tale Salvatore Buzzi, presidente di cooperative varie, iperattivo in ambito politico e forte del “Quarto Stato” appeso sulle pareti del proprio ufficio. Fra i due una marea di complici e amici con legami politici, tutta gente di un certo livello, come il cucciolo Matteo Calvi, uno che si tatua sulle braccia “mo basta”, “non c’ho amici”, e su facebook scrive “sono diventato membro dei movimento 5 stelle” (testuale) chi esere interesato contatare, oppure si scrive “buon compleanno” da solo sulla bacheca il giorno della propria stessa festa. Oppure personaggioni come la deputata del Partito Democratico Micaela Campana, conturbante simil pornosegretaria moglie di un altro PD piazzato al comune di Roma, che chiama capo il citato Buzzi.

Insomma ci si diverte.

Alla fine della fiera l’unica cosa che si salva è proprio la filosofia dell’orbo criminale Carminati, che in linea con i decadenti tempi semplifica il mondo in due grandi sfere: il mondo di sopra è l’elite dominante che tiene le redini della liberal democrazia; il mondo di sotto il popolo gabbato e distrutto dalla crisi. In mezzo gli scagnozzi come lui, che al netto dei deliri di onnipotenza non sono altro che la coda del sistema liberale. Non esiste coda che sventola il cane, è sempre il cane che muove la coda a piacimento. E così infatti è: il sistema liberal democratico è fondato su lobby ed elite. In un tale sistema lo Stato è visto come un impiccio o come un bancomat dal quale attingere ricchezze che andranno a migliorare la vita di chi esercita il potere contro la Patria. I fautori di questa liberaldemocrazia, quelli che come il nostrissimo Pierluigi Battista inventano il pericolo fasciocomunista statalista, sono in realtà coloro che giustificano e rendono possibile tali abomini, chi predica meno Stato sta cedendo il popolo italiano in mano alla mafia. E’ solo lo Stato, uno Stato socialista che potrebbe spazzare via dalle nostre vite i poteri mafiosi, liberali, democratici, poteri parassitari e mortali per l’Italia e l’Europa. E’ solo lo Stato l’alternativa alla mafia. Il sistema liberal democratico, condito dalle varie privatizzazioni, è l’habitat naturale dove si sviluppa la pandemia mafiosa. Tenere a mente questo è compito fondamentale per ogni patriota.

Matteo Pistilli

(Anche su: Stato e Potenza)

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