Dall’agosto 39 al giugno 41: la fine di un sogno

22giugno-manif22 giugno, giornata di Lutto Continentale. Il 22 giugno anche quest’anno arriverà e passerà nell’indifferenza generale, senza che nessuno dai grandi canali dell’informazione e della cultura abbia né il coraggio né la forza di celebrarlo. Ma noi patrioti abbiamo il dovere di celebrarlo profondamente e spiritualmente con il rigore e la serietà che si conviene ad un evento così luttuoso. Infatti, il 22 giugno 1941, è la data di morte scolpita sulla tomba dell’Europa. Il giorno più nefasto della nostra storia, il giorno in cui siamo stati sconfitti. Sconfitti da noi stessi, dalla debolezza e dalla mancanza di coraggio e passione: è il giorno in cui la Germania del Terzo Reich e l’Impero Sovietico cominciano la loro guerra fratricida. L’atto che fulminò ogni speranza rivoluzionaria. In un suo scritto Dugin riporta un episodio interessante:Arno Breker, il famoso scultore tedesco, che conobbe benissimo Bormann, parlò a Parvulesco di una strana visita che ricevette da questi a Jackelsburg. “Il 22 giugno 1941, immediatamente dopo l’attacco della Germania di Hitler contro l’URSS, Bormann andò da lui senza precauzioni, in stato di shock, avendo lasciato il suo ufficio al Reichskanzlerei. Egli ripeteva continuamente la stesso misterioso giudizio: “Il Non Essere, in questo giorno di giugno, ha vinto sull’Essere…Tutto è finito…Tutto è perduto…” Quando lo scultore chiese che cosa volesse dire, Bormann tacque; poi, ormai alla porta, si volse per aggiungere qualcosa, poi decise di non farlo e se ne andò sbattendo la porta.
Il non essere vinse sull’essere, o meglio, i conservatori vinsero sui rivoluzionari, gli stupratori della terra sul continente eurasiano. Quello che poteva essere il Continente, l’Impero dell’avvenire, si trasformò in colonia; ma quel che è peggio, la spiritualità, il socialismo continenatale si trasformarono in materialismo, capitalismo, economicismo. La frattura sulla nostra terra, darà la possibilità a poteri estranei di insediarsi ed appropriarsi della nostra libertà. Sarà compito degli storici e degli studiosi chiarire le dinamiche di quanto successe, ma l’importante è capire la lezione che da questo evento ci deriva. Facciamo che la data più importante della nostra storia possa essere per noi anche l’insegnamento più profondo, affinché certi errori non si ripetano. Così che il 22 giugno 1941 non sarà più una data luttuosa, ma il simbolo del sacrificio che avrà segnato la strada per il futuro dei rivoluzionari europei.

Gli ultimi negoziati Germania-Urss nel 1940. L’ultima opportunità gettata, la vittoria dell’Europa sfuma, il mondo nelle mani USA.
Nell’ottobre 1940 Hitler pensò di allargare il patto tripartito facendovi aderire la Russia comunista. Le basi di questo fondamentale accordo sarebbero state basi geopolitiche, l’accordo, nella mente di Hitler, si sarebbe basato su zone d’influenza: Germania e Italia in Europa e Africa, Giappone per l’Asia estremo-orientale, la Russia avrebbe avuto la zona del golfo persico, l’Iran, l’India.

All’invito dell’ottobre 1940 di Ribbentrop a Stalin, concernente la conclusione di un vasto accordo fra le due potenze (accordo da raggiungere grazie un viaggio a Berlino di Molotov), il capo sovietico rispose con queste parole: “Sono d’accordo con voi nel pensare che un nuovo miglioramento dei rapporti tra i nostri Stati è del tutto possibile, fondandolo sulle basi durevoli di una delimitazione a lungo termine dei reciproci interessi”.

Molotov arrivò a Berlino il 12 novembre. Ebbe colloqui con Ribbentrop e con Hitler. “L’interesse della Germania e dell’Unione Sovietica esige che questi due Paesi collaborino e non lottino l’uno con l’altro” disse. Considerava da completare la suddivisione delle sfere d’influenza fatta dal patto dell’agosto 1939.

Ribbentrop propose a Molotov l’adesione al patto tripartito (l’Asse) e due protocolli segreti: uno sulla divisione d’influenze già citata, l’altro per il libero passaggio dell’Urss attraverso gli stretti (mentre le potenze rivierasche non avrebbero potuto entrarvi).

Ma Molotov non poteva accettare condizioni firmando in bianco proposte tedesche. Per questo lasciò Berlino e preparò una controproposta. La rimise all’ambasciatore tedesco il 25 novembre: accettava di entrare nel patto tripartito, e accettava il primo protocollo segreto; il secondo avrebbe avuto delle modifiche: l’Urss avrebbe avuto una base terrestre e navale nei Dardanelli, la Turchia sarebbe stata invitata nel patto quadripartito (e solo se avesse accettato sarebbe stata garantita la sua integrità territoriale). In più la Russiaproponeva altre clausole: la Germania avrebbe ritirato le truppe dalla Finlandia: il Giappone avrebbe rinunciato alle concessioni di carbone e petrolio a nord di Sahalin; la Bulgaria , trovandosi nella zona di sicurezza delle frontiere dell’Urss avrebbe dovuto firmare con questa un patto di assistenza reciproca (senza intaccare il regime interno e la sovranità della Bulgaria stessa).

Malgrado l’insistenze sovietiche pesa sulla Germania la responsabilità di non aver risposto a queste controproposte. I rapporti fra le due potenze continentali avranno per tali motivi un brusco cambiamento di rotta, che porterà alla deleteria “operazione Barbarossa” del giugno 1941; con questa operazione fratricida la Germania attaccherà la Russia e l’unico risultato della guerra mondiale sarà l’indebolimento dei due stati cardini dell’Europa, e la perdita di sovranità di questa passata a tempo indeterminato nelle mani statunitensi. E’ interesse degli storici chiarire responsabilità ed opportunità inattese, ma il significato di questo momento cardine della nostra storia non dovrà mai essere dimenticato.

(Matteo Pistilli)

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