Cos’è l’ISIS? Un’indagine tra miti e misteri

L’isteria sulla presunta minaccia rappresentata dallo Stato Islamico (IS) è ormai indiscutibile. Ogni giorno emergono  nuove storie sulla brutalità del gruppo, le sue risorse, le sue capacità e le sue intenzioni di colpire l’Occidente. Il segretario della Difesa degli Stati Uniti, il Segretario di Stato, il presidente del Joint Chiefs of Staff e importanti senatori hanno rilasciato cupe dichiarazioni sui malvagi scopi del gruppo nelle ultime settimane, a cui si sono unite una serie di controparti nelle nazioni straniere.

I media mainstream, da parte loro, riportano queste dichiarazioni senza discutere, e con solo un minimo di contesto per aiutare il loro pubblico comprendere il gruppo.

Si rivela quindi necessaria un’indagine open source per determinare i fatti dietro questo oscuro gruppo terroristico. In questo articolo sarà esaminato il retroterra, lo stato attuale e gli obiettivi futuri del gruppo, così come i numerosi fatti che sono stati accuratamente omessi dalla versione ufficiale.

Background – Storia dell’ ISIS

Lo Stato Islamico è un califfato stabilito da un gruppo islamico jihadista nel giugno 2014. Il loro obiettivo dichiarato è quello di stabilire il governo salafita sulla regione del Levante di Siria, Libano, Israele, Giordania, Cipro e Turchia meridionale. Il leader del gruppo, Abu Bakr al-Baghdadi, è stato dichiarato califfo e “leader dei musulmani in tutto il mondo.”

Lo Stato Islamico ha subito numerosi cambiamenti del proprio nome sin dalla sua fondazione in Iraq nel 1999, dove era originariamente conosciuto come Jama’at al-Tawhid wa-al-Jihad (JTJ), (“Organizzazione del Monoteismo e della Jihad“), cambiato in Tanzim Qā’idat al -Jihād FI Bilād al-Rāfidayn (“Organizzazione della Base della jihad nel Paese dei due Fiumi“) nel 2004, dopo che il gruppo aveva giurato fedeltà ad Osama Bin Laden. Durante questo periodo il gruppo era popolarmente conosciuto come Al Qaeda in Iraq (AQI). Nel 2006 divenne lo Stato Islamico dell’Iraq (ISI), ma cambiò di nuovo nome nel 2013 dopo l’espansione in Siria. Fu quindi rinominato Stato islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL) o Stato Islamico dell’Iraq e al-Sham (ISIS). L’ultima denominazione, lo “Stato Islamico“, è nata dopo la proclamazione di un nuovo califfato, il 29 giugno 2014.

Il gruppo venne fondato da Abu Musab al-Zarqawi nel 1999. Zarqawi, un militante sunnita della Giordania, ha goduto di una straordinaria carriera segnata da numerosi arresti, fughe, evacuazioni, morti e resurrezioni. Verso la fine della guerra sovietico-afgana incontrò Osama Bin Laden in in Afghanistan, e venne imprigionato in Giordania per sei anni per aver tentato di rovesciare il governo giordano. Rilasciato nel 1999, diresse un campo di addestramento per militanti in Afghanistan prima di dirigersi in Iraq, presumibilmente attraverso l’Iran. Durante la sua permanenza in Iraq, venne ucciso in un bombardamento nell’aprile del 2003; è miracolosamente risorto per essere arrestato a Fallujah nel 2004; ri-arrestato a Baakuba nel gennaio del 2005; evacuato dall’Iraq nel maggio del 2005; ucciso in combattimento nel giugno del 2005 e ancora una volta risorto prima di essere ucciso di nuovo (presumibilmente in modo definitivo) nel 2006. Ma prima di essere ucciso, il Washington Post aveva riferito  che “documenti militari interni” dimostravano che il Pentagono era impegnato in una campagna di propaganda per ingigantire il ruolo di Zarqawi e AQI in Iraq, citando anche un documento informativo interno prodotto da militari statunitensi in Iraq, secondo il quale il portavoce capo militare  americano Brig. Gen. Mark Kimmitt riteneva ” il programma di guerra psicologica (PSYOP) Zarqawi, la campagna di informazione di maggior successo fino ad oggi“. Segnalazioni successive hanno invece rivelato che, nell’ambito di tale programma, il Pentagono aveva fatto ‘trapelare‘ una lettera che doveva essere stata scritta da Zarqawi, riportata poi sul New York Times, anche se ci sono stati seri dubbi sulla sua autenticità.

Il gruppo è stato rilevato da Abu Omar al-Badhdadi (Dawud Hamid Mohamed Khalil al Zawi, noto anche come Abu Abdullah al-Rashid al-Baghdadi e Abu Hamza al-Baghdadi). Baghdadi, esattamente come Zarqawi prima di lui, ha vissuto carcerazioni, morti e resurrezioni. Il 9 marzo 2007 vennero riportate notizie riguardouna sua cattura, smentite però il giorno successivo. Nel maggio 2007, il ministero degli Interni iracheno riferìdella sua uccisione, ma il mese successivo l’esercito statunitense affermò che in realtà l’uomo non era mai esistito, citando informazioni provenienti da un detenuto che affermò che le registrazioni di Baghdadi erano in realtà le registrazioni di un attore iracheno assunto per dare un volto locale a quella che era in realtà una campagna di terrorismo manovrata da fuori, affermazioni successivamente riprese da Hamas-Iraq. Tuttavia, Baghdadi è stato segnalato come arrestato il 23 aprile del 2009, notizia però smentita dall’ ISI il mese successivo. Il gruppo ha continuato a rilasciare registrazioni di Baghdadi per tutto il 2009 e il 2010, che sono state autenticate dal (molto sospetto) SITE Institute. Nell’aprile 2010 veniva di nuovo dichiarato morto dopo un attacco missilistico sulla casa nella quale si nascondeva.

Il gruppo è stato poi rilevato da Ibrahim ibn Awwad Ibrahim ibn ibn Ali ibn Muhammad al-Badri al-Samarrai, meglio conosciuto con il suo nome di battaglia, Abu Bakr al-Baghdadi. Anche Baghdadi ha un background incerto costruito da report conflittuali.  Si riporta che sia nato a Samarra, in Iraq, nel 1971, da una biografia internet non verificabile, si legge che abbia conseguito un dottorato in studi islamici presso l’Università Islamica di Baghdad, e report anonimi suggeriscono che potrebbe essere stato un chierico in una moschea di Samarra durante l’invasione americana del 2003.

E’ stato catturato e tenuto come un detenuto civile dalle forze irachene- americane a Camp Bucca, prima di ottenere una liberazione incondizionata su raccomandazione del Combined Review and Release Board. Il Dipartimento della Difesa annunciò ufficialmente che era stato detenuto dal febbraio al dicembre del 2004, mentre il colonnello dell’esercito Kenneth King, l’ex comandante di Camp Bucca, insiste nel dire che Baghdadi era nel campo fino al 2009, quando è stato consegnato al sistema giudiziario iracheno dopo la chiusura del campo. E’ stato annunciato come capo dell’ISI nel maggio 2010 e dichiarato catturato nel dicembre del 2012, dichiarazione subito smentita. Ha supervisionato l’espansione del gruppo in Siria nel 2013 e si diceva che fosse stato ucciso nel giugno 2014, ma un video che lo mostrava mentre parlava in una moschea di Mosul è apparso meno di 24 ore più tardi per annullare la voce. E’ stato proclamato Califfo Ibrahim e leader di tutti i musulmani al momento dell’istituzione del califfato dello Stato islamico, il 29 giugno 2014.

Il nuovo volto della guerra al terrorismo

Il gruppo è balzato all’attenzione degli occidentali quest’anno, quando ha lanciato un’incursione in Iraq, che lo ha visto respingere l’esercito iracheno e catturare Mosul, la seconda città dell’Iraq, così come alcune zone delle province di Salahuddin e Ninevheh e le città di Falluja e Tikrit. Secondo i rapporti, il gruppo si è impossessato di circa 429 milioni di  dollari dalla banca centrale di Mosul dopo la presa della città. Con un numero di combattenti che oscilla ovunque dalle 4000 alle 80000 unità, il gruppo possiede convogli di camion simili Toyota e un arsenale di cui la maggior parte dei paesi della regione sarebbe invidioso, tra cui missili Stinger, cannoni antiaerei, armi anticarro, elicotteri e aerei cargo Blackhawk, e persino un missile Scud. Il gruppo si è anche presumibilmente impossessato di materiale nucleare dell’Universita di Mosul, ma l’AIEA ritiene che questo non sia di qualità sufficiente per essere pericoloso nel terrorismo nucleare.

Tra il flusso di rapporti sempre più isterici sul gruppo e la sua supposta minaccia esistenziale per la regione e il mondo in generale, c’è stata anche una conferenza stampa congiunta del Segretario della Difesa americano Hagel e il Capo di Stato Maggiore, il Generale Dempsey Chair,  in cui entrambi hanno delineato una visione da ‘”Fine dei Giorni ” dell’ISIS  e hanno sottolineato che il gruppo è” oltre tutto ciò che abbiamo visto“. Anche il senatore James Inhofe si è gettato nella mischia, insistendo sul fatto che il gruppo sta lavorando su piani per “far saltare ” una città americana, e numerose fonti hanno fatto trapelare che la città possa essere Chicago. L’isteria è aumentata con il rilascio del (ormai dichiaratamente finto) video della decapitazione del giornalista americano James Foley e di quello, allo stesso modo sospetto, del giornalistaamericano-israeliano Steven Sotloff.

Nel mese di agosto, il presidente Obama ha ordinato attacchi aerei sul nord dell’Iraq per combattere la minaccia ISIS, avvertendo gli americani che i raid sarebbero stati un “progetto a lungo termine.” Tali incursioni aeree sono state approvate da Papa Francesco, e dopo che il segretario di Stato Kerry ha annunciato la necessità di una “coalizione mondiale “per sconfiggere lo Stato islamico, gli Stati Uniti hanno  dichiarato la formazione di una “core coalition” (ossia una coalizione che ipoteticamente costituita con il solo obiettivo di raggiungere lo scopo per cui è nata), che comprende potenze della NATO come il Regno Unito.

Versioni alternative

Il gruppo e i suoi leader sono stati avvolti nel mito e mistero sin dall’inizio, come documentato in precedenza. Anche il governo degli Stati Uniti ha dichiarato che il secondo leader dello Stato islamico, Abu Omar al-Baghdadi, non è mai esistito. L’attuale leader, Abu-Bakr al-Baghdadi, è così sfuggente che ci sono solo due sue fotografie note e una registrazione video di lui in vita, portando gli “esperti” di sicurezza a dichiarare: “Sanno solo fisicamente chi sia questo tizio, ma la sue vicende passate sono solo mito“. Questo ha portato molti a speculare sulla possibile fondazione e sostegno al gruppo dell’intelligence occidentale come una copertura per determinati obiettivi di politica estera, come la divisione confessionale dell’Iraq o come una scusa per mantenere l’occidente militarmente coinvolto nella regione. Già nel 2006 il Telegraph riferì che importanti leader dei ribelli sunniti in Iraq stavano sostenendo che il fondatore del gruppo, Abu Musab al-Zarqawi, era ” un agente americano, israeliano e iraniano che sta cercando di mantenere il nostro paese instabile in modo che i sunniti si troveranno ad affrontare l’ occupazione“. Questa opinione è riecheggiata fino ai giorni nostri, quando lo studioso saudita , membro dell’Assemblea Consultiva, Dr. Aissa Al-Ghaith, ha affermato che lo Stato islamico è sostenuto da America, Israele e Iran. Tale affermazione è rafforzata dalla rivelazione trapelata all’inizio di quest’anno che i combattenti dell’ ISIS sono stati addestrati dai militari degli Stati Uniti in un campo in Giordania nel 2012.

Ci sono molte domande che circondano le attività di comunicazione online del gruppo e la sua improbabile facilità con i vari mezzi di comunicazione, un fenomeno che anche il New York Times ha osservato. Nonostante le foto che pretendono di mostrare le brutalità compiute dal gruppo e il trattamento dei prigionieri, almeno alcune di queste sembrano essere state riciclate da altri paesi, in altri momenti. Non vi è ancora nessuna risposta su chi abbia organizzato il video della decapitazione di James Foley o perché sia statofalsificato, ma molti sottolineano il fatto che le autorità britanniche hanno avvertito che la sola visione del video potrebbe qualificarsi come terrorismo, a dimostrare la vera natura e origine del video.

Questo continua una tradizione di sospetti comunicati stampa dell’ISIS risalenti alleregistrazioni di Abu Omar al-Baghdadi, che sono stati rilasciati nel periodo 2009-2010, dopo che il governo degli Stati Uniti lo aveva dichiarato un personaggio fittizio e le autorità irachene avevano riferito che era in arresto.

Una foto del senatore americano John McCain in Siria dell’ aprile 2013 ha generato polemiche in quantoritratto assieme al membro dell’ ISIS Mohammad Nour e con il leader dell’ ISIS Baghdadi. Alcuni hanno messo in dubbio che l’uomo nella fotografia sia realmente Baghdadi, anche se l’uomo ha una certa somiglianza con l’immagine ufficiale di Baghdadi presente sul sito  “Rewards for Justice” del  Dipartimento di Stato.

di: James Corbett

LINK: The Islamic State: Who Is ISIS? An Open Source Investigation

DI: InformazioneScorretta

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